Vino e natura al Domaine des Ronze

Il Domaine des Ronze a Régnié-Durette, nel Beaujolais, è gestito da Frederic Sornin, vignaiolo indipendente molto attento alla ricerca e mantenimento dell’equilibrio naturale in vigna e in vinificazione. Degustiamo qui tre dei suoi vini, uno per ciascuna delle etichette prodotte:

Domaine Victor Sornin Beaujolais Lantignié Nature “Les Monthieux” SA

Paglierino tenue con riflessi verdolini.

Il naso delicato si compone di note di litchi, frutta esotica, fiori di acacia ed un fondo di erbe campestri.

In bocca è equilibrato, di buona freschezza e sapidità per un finale prolungato.

Solo acciaio. E’ uno Chardonnay in purezza di Lantignie, un papabile cru di Beaujolais riconosciuto come particolarmente vocato per vini bianchi.

Domaine des Ronze Regnié 2016

Il vino si presenta di un bel rosso rubino con riflessi violacei.

Al naso è intenso e regala ricordi di dolci note fruttate di fragoline di bosco, lamponi e caramelle alla banana per poi terminare con cenni di petali di rosa.

In bocca è dinamico e di grande equilibrio.

La freschezza dona a questa bottiglia un’ottima beva tipica dei vini di questa zona.

Il tannino è fine e ben integrato ed il finale è lungo e di rimando fruttato.

Domaine Frederic Sornin Morgon “Les Charmes” 2016

Il vino ha una piacevole veste di color rubino con ampi riflessi purpurei.

L’olfatto rivela una certa complessità che ricorda note fruttate, principalmente di susine rosse, affiancate ad un sentore ferroso che evoca i terreni rossi e blu di Morgon.

La bocca è abbastanza equilibrata, contraddistinta da una freschezza molto importante, tannini fini e comunque poco presenti.

Finale abbastanza lungo, con un ritorno minerale. Ancora un anno in bottiglia per avere il massimo da questo vino.

Beaujolais: alla ricerca del vino degli Château

Il mio viaggio in Beaujolais inizia visitando alcuni Château storici della regione. Siamo a sud della Borgogna e, ne sono certo, questi grandi castelli sono produttori importanti, ma non rispecchiano l’essenza del Beaujolais.

chatelardIn ogni caso, queste visite mi permettono di comprendere meglio anche la storia e la storia dell’arte di questa regione che, ahimè, non è neppure riportata sulla maggior parte delle guide turistiche in lingua italiana.

Il tempo di gennaio mi riserva un cielo plumbeo, pioggia e vento a raffiche.

Château du Châtelard

Il primo produttore che incontro è Château du Châtelard, sito a Lancié, poco a est di Morgon, a sud di Fleurie e del Moulin-à-Vent di Romaneche-Thorins.

fleurie chatelardLa visita è interessante, soprattutto perché rappresenta, per me, il “battesimo” del Beaujolais. Così, posso vedere le vasche di cemento e i tini usati per la macerazione semicarbonica del gamay e la barricaia, prima di passare alla degustazione.

L’enologa, Aurelie de Vermont, figlia di un produttore del Beaujolais, vinifica in modo molto tradizionale e presenta, a mio avviso, delle buone esemplificazioni di tutti i cru. Molto piacevole il fruttato Fleurie, ma, al solito, preferisco Morgon, che è il più affine al mio gusto personale, insieme al Moulin-à-Vent.

La degustazione è interessante perché tocca anche le zone limitrofe di Puilly-Fuissé e del Maconnaise, con buone espressioni dello Chardonnay.

corcellesChâteau de Corcelles

Poco più a sud di Lancié mi imbatto per caso nello Château de Corcelles, maniero cinquecentesco assai severo, in mezzo alle vigne. Il castello è davvero molto pittoresco, nello stile dei castelli rinascimentali della vicina valle della Loira. Purtroppo, si può visitare ben poco.

In degustazione mi offrono un rosè ed un Brouilly molto fruttati.

pizayChâteau de Pizay

Il giorno successivo visito Château de Pizay, altro gioiello d’architettura rinascimentale, su fondamenta ben più antiche. Qui, il direttore Dufaitre mi racconta che l’azienda fa parte del gruppo assicurativo Groupama e conta ben 75 ettari di vigneto. Ciò detto, mi guida alla scoperta della bellissima cantina e, successivamente, mi spiega i vini e le differenze di terreno e terroir tra i vari cru.

pizay boutiqueLa visita è davvero coinvolgente, suffragata dalla degustazione svoltasi nei locali dell’elegantssima boutique, dove ciascun vino in vendita può essere assaggiato grazie alla presenza di erogatori automatici e relativi acquai per la pulizia del calice.

percorso didatticoLa bella sorpresa è, poi, il percorso autodidattico che è offerto ai visitatori del castello, che consente un avvicinamento al mondo del vino e ai concetti elementari della degustazione, grazie a dieci stazioni con prove pratiche visive, tattili, olfattive e gustative.

I vini di Pizay sono molto interessanti, soprattutto il Morgon Cuvee de Py. Pizay è, fra l’altro, il toponimo di riferimento per Py, la collina che sovrasta, a ovest, il castello.

Davvero interessante anche lo Chardonnay su suolo granitico del Beaujolais Village Blanc, con meravigliose freschezza e mineralità.

Il castello, circondato da un sontuoso giardino all’italiana, è anche un resort di lusso (afferente, tuttavia, ad una diversa società).